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TOSCANA – una memoria storica riflessa nel bicchiere

 

La coltura della vite e la produzione del vino in Toscana si è affermata grazie alla sua storia e alle vicende legate ad essa. Qui gli Etruschi, innanzitutto, e subito dopo i Romani sono stati i popoli che hanno influenzato il radicamento di questa coltivazione, e se il popolo etrusco è stato essenziale, quello romano è stato determinato perché a loro va il merito di averla sviluppata e diffusa sull’intero territorio regionale.

Oggi, la toscana è il cuore pulsante del vino italiano, grazie a una coltivazione che ha creato un connubio stretto e felice con il territorio e il suo a ambiente, grazie anche alla sinergia che ha realizzato con l’uomo e i suoi obbiettivi.

Nella sua forma sommariamente triangolare, la Toscana propone un territorio fatto apposta per la vite, per il suo andamento che è un alternarsi instancabile di colline e valli, con altitudini anche considerevoli.

I vigneti della Toscana si estendono da Pisa a Firenze, da Siena a Montalcino e Montepulciano, da sud da Livorno al confine con il Lazio e l’Umbria, e infine anche nell’isola d’Elba. La parte occidentale, costiera, bagnata dal Mar Tirreno respira un clima temperato, e man mano che si torna verso l’interno, la distanza dal mare e l’altitudine delle colline danno vita a un clima sempre più continentale. In un tale scenario la vite è presente un po’ ovunque nelle dieci provincie di cui è composto il territorio regionale.

Nelle provincie di Siena e Firenze sono concentrate le aree più prestigiose, quelle del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano, quelle del Chianti Classico ovvero della zona più antica di produzione. Coinvolgendo altre provincie come quella dei vari Chianti, della Vernaccia di San Gimignano; in provincia di Prato, la terra del Carmignano, e poi quella di Luca, si fa avanti Livorno con Bolgheri e il suo notissimi Super Tuscans.

La provincia di Grosseto è l’ultima scommessa con le colline dove un tempo regnava la Maremma e dove oggi le vigne di Morellino vogliono ripercorrere le fortune di altri colli, più al settentrione, nella Toscana centrale.

Il settore viticolo toscano è costituito da vigneti per 57.942 ettari, da 19 Docg di cui 10 riguardano la tipologia del Chianti.

Il Sangiovese – è il vitigno che più di tutti rappresenta il carattere indomabile della viticoltura toscana. Questa varietà autoctona dà vita ai più importanti vini rossi: Brunello di Montalcino e Chianti, che con un adeguato invecchiamento affinano i tannini, smussano gli spigoli delle importanti acidità naturali esaltando le note profonde di una commisurata mineralità salmastra, erbe officinali e spezie scure.

Il Sangiovese richiede del tempo per esprimersi al meglio per poter dare una fedele lettura del suo carattere e nelle espressioni più rilevanti dal punta di vista produttivo, è capace di rilevarsi con l’audacia anche dopo i decenni. Alcuni Brunello hanno dato la prova avvalorata dalle degustazioni verticali della loro straordinaria longevità, le Riserve di Biondi Santi ne sono un esempio.

Tuttavia accanto alle più impegnative versioni, esistono i vini dal carattere più estroverso, volti per un consumo più immediato e nello stesso momento più godibili dall’inizio senza andare ad intaccare la vera fisionomia del Sangiovese.

La Toscana nel mondo - una bottiglia di vino toscano è facile trovarla anche nella Terra del Fuoco; il Chianti assieme agli altri due nomi altosonanti come il Bordeaux e lo Champagne, vivono in una condizione di meritata gloria, essendo stati i primi ad essere divulgati e/o distribuiti oltreoceano e altrove, in maniera stratificata e capillare.

È chiaro che i vini più conosciuti e diffusi al mondo sono figli di un retaggio socio – storico tangibile e consolidato, e il loro successo sempre più universale ad oggi, si basa su una ricerca in vigna e in cantina orientata alla massima qualità e condotta con grande rigore.

 

ZONE SOTTOZONE CANTINE
Montalcino Sud-Ovest Cupano
Montalcino Nord Capanna
Chianti Classico Barberino Val d’Elsa Castello di Monsanto
Chianti Classico Panzano Renzo Marinai

 

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