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Poggio alla Meta

Storia e filosofia della maison Poggio alla Meta

L’azienda agricola di Poggio Alla Meta è situata nel basso Lazio, circondata dai monti Della Meta (da cui prende il suo nome) con vigneti localizzati nel comune di Alvito nella valle di Comino. Il suo terreno in esposizione meridionale è prevalentemente a carattere argilloso, ideale per la sintesi di polifenoli delle uve a buccia nera.

Nell’area di Pescosolido dove si ergono la maggior parte dei vigneti, si trova un campo sperimentale denominato “Primovero” che contempla al suo interno il recupero di vitigni locali condotto da anni dal Prof. Dott. Mariano Nicòtina e dal Dott. Agr. Ernesto Anselmo Cioffi.

Grazie a tale iniziativa, è possibile ad oggi conoscere le alcune cultivar che erano praticamente estinte, approfondendo ulteriormente la conoscenza di un territorio come quello di Pescosolido ricco di biodiversità.

I terreni sono caratterizzati da un substrato marnoso-arenaceo che lo rende un suolo ideale per la coltivazione delle uve da vino a buccia bianca inoltre l’area è ricca di presenza cespuglioso – boschiva che s’intreccia amorevolmente nel vigneto.

Le viti traggono il beneficio naturale dall’ambiente circostante, per la loro coltivazione vengono applicati i dettami della coltura biologica che si affiancano ai trattamenti di origine biodinamica, con i primi risultati della certificazione Demeter per il Capolongo 2016 e la Passerina Piluc 2016.

Il clima dell’area è temperato, dimostrato dall’assenza di aridità estiva

tipica del clima mediterraneo.

La cantina che sfrutta le più moderne tecnologie, utilizza la catena del freddo e il lento defluire del mosto e del vino nei contenitori di acciaio inox si colloca all’avanguardia dell’enologia moderna. L’utilizzo del legno è limitato al massimo e viene applicato solamente ai vini a cui si vuole dare maggiore ossigenazione.

La realtà come questa, rappresenta ad oggi il fiore all’occhiello nel comparto della produzione enologica italiana, il suo coinvolgimento a 360° nell’ambito agronomico/ampelografico ricopre un ruolo fondamentale nel recupero di un ecosistema che altrimenti si sarebbe inesorabilmente perso.

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