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Capanna

St

oria e filosofia dell'azienda Capanna 

La storia del Brunello è stata disegnata anche da quest’azienda Capanna di Cencioni, che dal 1957 coltiva le uve Sangiovese a Montosoli, sulle colline settentrionali di Montalcino.

Una realtà bella e solida che ha saputo mantenere lo stesso modus operandi, rigorosamente tradizionale, senza cedere alle mode

passeggere e le filosofie del momento.

Dai 20 ha di superfice vitata se ne ricavano attorno a 70.000 di preziose bottiglie, ciascuna con una storia da raccontare pronte a lasciarci un segno indelebile della loro impronta identitaria.

Le generazioni che si sono susseguite hanno visto in Giuseppe Cencioni il fondatore e il pioniere della realtà che si stava plasmando con un successivo passaggio a Benito, il quale con il figlio Patrizio e il nipote Amedeo prosegue nel cammino iniziato da suo padre.

La parte operativa della cantina è stata delegata all’enologo Paolo Vagaggini, una figura di spicco nell’ entourage ilcinese nonché un valido conoscitore di uve Sangiovese. Le vinificazioni hanno luogo in tini tronco, conici, la maturazione avviene all’interno delle botti di Slavonia di 10-30 hl.

Una scelta stilistica che viene rispettata da cinquantun’ anni, cioè da quando nel 1966 i Cencioni imbottigliarono la prima bottiglia di Brunello di Montalcino.

Nelle annate migliori viene prodotta la Riserva di Brunello la quale va a completare una ricca gamma di prodotti che contempla tutte le tipologie previste nell’area della produzione, compresa la vendemmia tardiva del Moscadello di Montalcino che risulta particolarmente preziosa in quanto è il frutto di una selezione massale del Moscato Bianco presente in azienda dai tempi immemorabili.